Ricetta Cannelloni radicchio e Blue
Una tregua che si morde (e fila)
I cannelloni sono come i cannoni: c’è chi dice che servono per la pace e altri che portano solo guerra.
Viviamo in un tempo di conflitti. Quelli veri fanno rumore lontano, ma quelli quotidiani li teniamo vicini: li alimentiamo a colpi di commenti, di schieramenti, di “io ho ragione” e “tu no”. E quando non basta il feed, ce li mettiamo nel piatto.
Allora oggi facciamo una tregua.
Si parte da un gesto semplice: tagliamo un bel radicchio. Quel rosso violento, quel profumo amaro, quel carattere che non chiede permesso. E mentre lo fai, vale la pena dirlo senza giri di parole: quello che succede nei macelli non è una metafora, non è “tradizione”, non è un dettaglio della filiera. È un conflitto reale. È sfruttamento animale normalizzato, fatto di corpi trattati come merce, di vite misurate in litri, chili, produttività. È una guerra quotidiana, solo che non la chiamiamo così perché ci conviene non vederla.
Quindi noi, oggi, scegliamo un’altra strada: nutrire senza ferire.
E lo facciamo con una teglia di cannelloni che non ha niente di “rinunciatario”. Ha porro che suda piano, radicchio che si addolcisce senza perdere dignità, Ecotta che rende il ripieno cremoso, una besciamella al Blue che sa di comfort e carattere insieme, e la Mezzarè che arriva alla fine per fare quello che deve fare: filare, gratinare, profumare.
Qui è “senza sfruttamento”, non “senza gusto”.
Cannelloni radicchio e Blue (veg): ingredienti
Per 2–3 persone (circa 10 cannelloni)
- 10 cannelloni di grano duro
- 1 porro
- 1 radicchio tondo
- Olio extravergine d’oliva
- Sale q.b. + pepe (se ti va)
Per la besciamella al Blue
- 1 confezione di Blue (100 g)
- 1 bicchiere di latte di soia senza zuccheri
- 1 cucchiaio di farina (circa 30 g)
- Noce moscata: 1 pizzico
- Sale q.b.
Per il ripieno + topping
- 1 confezione di Ecotta (140 g)
- 1 confezione di Mezzarè (da tagliare a cubetti)
Procedimento passo passo
1) Il soffritto “che fa la pace”
In una padella, fai andare il porro con olio EVO. Deve ammorbidirsi, non bruciarsi: fuoco medio e pazienza. Aggiungi il radicchio tagliato a julienne, un pizzico di sale e pepe. Lascialo cuocere finché diventa morbido e più dolce, ma resta vivo.
Trucco: se il radicchio ti sembra troppo amaro, puoi coprire con un coperchio per qualche minuto: il vapore lo addolcisce.
2) Besciamella veg al Blue (il “cessate il fuoco” in pentolino)
In un frullatore frulla Blue + latte di soia + farina + noce moscata + sale. Versa tutto in un pentolino e porta a bollore mescolando continuamente. In pochi minuti diventa crema: liscia, profumata, intensa.
Trucco: se ti viene troppo densa, allunga con un filo di latte di soia; se troppo liquida, lasciala sul fuoco ancora 1–2 minuti sempre mescolando.
3) Ripieno cremoso
Quando il radicchio è cotto, spegni e aggiungi Ecotta. Mescola bene: deve diventare un ripieno compatto ma morbido, facile da spremere.
4) Riempi i cannelloni (senza aria, senza pietà)
Metti il ripieno in un sac à poche e riempi bene i cannelloni. Questo è il momento in cui si decide tutto: se li riempi poco, ti perdi metà godimento.
5) Composizione in teglia (soldatini sì, ma per una missione buona)
- Fai uno strato di besciamella al Blue sul fondo.
- Adagia i cannelloni in fila.
- Copri con altra besciamella, generosa.
- Sopra, Mezzarè a cubetti: deve arrivare in superficie e fare crosta/filo.
6) Forno
Inforna a 180°C per 30 minuti.
Se vuoi la gratinatura “da foto”, gli ultimi 3–5 minuti puoi alzare la funzione grill (occhio, sempre con attenzione).
Come servirli (e come farli diventare un rito)
Appena sfornati, aspetta 5 minuti: si assestano, non si spappolano e la besciamella smette di essere lava. Poi tagli, tiri su la porzione e vedi quel contrasto: radicchio scuro e dolce, crema al Blue, Mezzarè che fila. È comfort food, ma con un’idea chiara dentro.
Perché questi cannelloni sono una tregua concreta
Perché la verità è questa: finché continueremo a considerare gli animali ingredienti, i macelli resteranno campi di battaglia.
Questi cannelloni, invece, sono una tregua che si fa con le mani: porro, radicchio, besciamella veg, ripieno cremoso, gratinatura che profuma di domenica.
Una pace non perfetta, ma praticabile.
Una pace che si morde.