Gricia vegana “loca”: storia, ricetta per 2 e perché provarla (anche se non sei vegano)
Le ricette vegane funzionano davvero quando smettono di chiedere scusa. Non sono “l’alternativa triste”, ma un modo diverso—spesso sorprendentemente godurioso—di arrivare allo stesso obiettivo: un piatto che profuma, crocchia, consola
Oggi lo facciamo con un classico romano che “per definizione” non ammette compromessi: la gricia. Solo che la facciamo vegana. E sì: la diatriba dell’umanità resta in piedi—pancetta o guanciale?—ma qui la risposta è: pancetta vegetale.
Che cos’è la gricia e perché è un pilastro della cucina romana
La pasta alla gricia (spesso chiamata anche “amatriciana bianca”) è un grande classico laziale, storicamente costruito su pochi ingredienti: guanciale, pecorino romano e pepe. Proprio questa essenzialità la rende un piatto “spietato”: se la tecnica è giusta, viene una crema pazzesca; se sbagli, lo senti subito.
Un po’ di storia: da dove viene il nome “gricia”?
Sull’origine del nome circolano due spiegazioni molto note:
- derivazione da “gricio”, figura legata ai venditori di alimenti nella Roma papale;
- collegamento con Grisciano, frazione vicino ad Amatrice, spesso chiamata in causa nella storia del piatto.
Perché rifarla vegana ha senso (anche se non sei vegano)
Qui non stiamo “rifacendo Roma”. Stiamo ricreando le sensazioni chiave della gricia:
- croc e affumicato
- cremosità
- pepe + sapidità
Con una pancetta vegetale fatta bene (speziata e affumicata) ottieni la parte “sfrigolante” e croccante del piatto, e poi costruisci la crema con un condimento pepato e un tocco sapido tipo lievito alimentare (se ti piace).
È anche una di quelle ricette perfette per Veganuary perché non ti chiede di “cambiare vita”: ti chiede solo di fare una prova seria a tavola.
Un paio di dati salute utili (senza fare terrorismo)
Non è una lezione, ma due informazioni aiutano a contestualizzare perché, ogni tanto, scegliere vegetale può essere una buona idea:
- L’OMS/IARC riporta che, in media, 50 g al giorno di carne lavorata sono associati a un aumento del rischio di tumore del colon-retto del 18% (dato di rischio relativo).
- L’American Heart Association consiglia di limitare i grassi saturi a meno del 6% delle calorie giornaliere, perché possono aumentare l’LDL (“colesterolo cattivo”) e il rischio cardiovascolare.
E se vuoi un “pro” pratico delle ricette vegane ben costruite: è più facile inserire ingredienti ricchi di fibre; ad esempio, la Mayo Clinic indica che 5–10 g al giorno di fibra solubile possono contribuire a ridurre l’LDL.
Ricetta: Gricia vegana x 2 (con Pancetta vegetale e 4 Pepi Fermaggio)
Ingredienti (per 2 persone)
- 300 g di tonnarelli freschi
- 1 “Quattro pepi” Fermaggio da 120 g
- 125 g di Pancetta vegetale
- Lievito in fiocchi (quanto vuoi, “per gradire”)
- Olio EVO abbondante
Procedimento
- Rosola la pancetta vegetale tagliata a listelli in padella con olio EVO abbondante, finché diventa bella dorata e croccante.
- Se vuoi, sfuma con mezzo bicchiere di vino bianco (opzionale).
- Metti da parte la pancetta rosolata (così resta più croccante).
- Nella stessa padella aggiungi il Quattro Pepi Fermaggio e 1 mestolo d’acqua di cottura: sciogli e mescola bene fino a ottenere una crema.
- Cala i tonnarelli in acqua salata, scolali e manteca nella crema.
- Arrotola, aggiungi la pancetta croccante, finisci con lievito alimentare e… inforchetta e godi.
Trucchi rapidi per farla venire “da paura”
- Acqua di cottura: usala poco per volta. È il telecomando della cremina.
- Fuoco: meglio gestire la mantecatura senza fiamma “aggressiva”, così la salsa resta liscia.
- Croc: pancetta croccante sopra all’ultimo = effetto wow.
FAQ
La gricia vegana è adatta anche a chi non è vegano?
Sì: è una ricetta “ponte”, perfetta per provare Veganuary senza sentirti in punizione.
La gricia è davvero legata all’amatriciana?
È spesso chiamata “amatriciana bianca” ed è considerata una base storica della tradizione laziale prima dell’uso del pomodoro.